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Gruppi di supporto tra pari - Condividi esperienze e trova sostegno

I gruppi di supporto tra pari ti offrono un ambiente accogliente come un abbraccio virtuale, dove condividere le tue esperienze con chi affronta sfide simili alle tue, promuovendo comprensione reciproca e crescita personale.

Pubblicato il Ultimo aggiornamento il

Introduzione Visiva

persona con anello d'argento e camicia a maniche lunghe bianca
Cerchio di persone sedute su sedie su campo erboso
mano sinistra di una persona su un tessuto viola
schizzo in bianco e nero di un uomo
uomo in maglietta bianca che tiene per mano un bambino
gruppo di persone sedute su strada asfaltata grigia di giorno
Persone di diverse tonalità di pelle che si danno il pugno in cerchio.
un gruppo di persone in piedi a formare un cerchio
Photo by sayan Nath on Unsplash
gruppo di persone sedute su un prato verde di giorno
un gruppo di persone sedute intorno a un albero
Mani intrecciate che mostrano sostegno e connessione.
un gruppo di persone che uniscono le mani
un gruppo di persone che si tengono per mano
foto dall'alto di un uomo e una donna che si tengono per mano
persone sedute su un prato verde sotto un ombrellone di giorno
Photo by Isaac N. on Unsplash
Silhouette di amici che ballano vicino all'acqua al tramonto
Un gruppo di persone in piedi in cerchio con le mani unite
un cane sdraiato a terra davanti a un gruppo di persone
gruppo di persone che impugna spade laser
silhouette di 3 uomini in piedi sulla riva del mare al tramonto
Photo by Tep Dara on Unsplash

Aspettativa

Ero scettico all'idea di unirmi a un gruppo di supporto. 'Ma davvero parlare con sconosciuti delle mie difficoltà potrà aiutarmi?', mi chiedevo mentre sorseggiavo il mio caffè al bar sotto casa. Dopo settimane di tentennamenti, una domenica pomeriggio, ho deciso di iscrivermi a un incontro online. Ho preparato un piccolo 'promemoria' sul mio quaderno, come faccio sempre quando sono emozionato, segnandomi i punti di cui volevo parlare. Il cuore batteva all'impazzata all'idea di mostrarmi vulnerabile davanti a estranei.

Immersione

Non appena sono entrato nella videochiamata, sono stato accolto da un coro di 'Ciao!' e sorrisi sinceri. La moderatrice, una donna con i capelli grigi raccolti in una coda di cavallo, ci ha fatto sentire subito a casa con la sua voce calda. 'Qui siamo tutti sulla stessa barca', ha detto mentre spiegava le regole di base. Quando è toccato a me, la mia voce tremava come le foglie degli alberi fuori dalla mia finestra durante la tramontana. Ma vedere gli altri annuire con comprensione, come se stessero leggendo nei miei pensieri, è stato come togliere un peso dallo stomaco. Ricordo particolarmente un partecipante di una grande città che ha condiviso un'esperienza identica alla mia. 'Caspita, non sono l'unico!', ho pensato. L'odore del mio caffè ormai freddo e il ticchettio della pioggia contro il vetro hanno creato un'atmosfera incredibilmente intima.

Riflessione

Dopo l'incontro, mi sono ritrovato a fissare lo schermo spento con un sorriso. Non avevo trovato la soluzione magica ai miei problemi, ma qualcosa di forse più prezioso: la certezza di non essere solo in questo viaggio. Il gruppo è diventato il mio appuntamento fisso del giovedì sera, come la pizza del sabato o la domenica in famiglia. Ho imparato strategie che non avrei mai immaginato, come la tecnica del 'diario delle emozioni' che ora è diventata la mia ancora di salvezza nei momenti difficili. La cosa più bella? Scoprire che anche il mio semplice 'anch'io mi sentivo così' poteva essere un faro per qualcun altro. Questa esperienza mi ha insegnato che a volte la condivisione è la prima medicina per il cuore.

Trovare persone che capiscono davvero le tue sfide quotidiane crea connessioni profonde e durature.
Ogni partecipante porta la sua 'ricetta segreta' per affrontare le difficoltà, creando un vero e proprio ricettario di soluzioni.
Aiutare gli altri ti fa riscoprire il tuo valore, come è successo a me quando ho realizzato che la mia esperienza poteva essere utile a qualcun altro.
A differenza degli appuntamenti con i professionisti, qui hai un sostegno costante, come una seconda famiglia sempre pronta ad ascoltarti.
Vedere tante persone 'normali' condividere le tue stesse difficoltà ti aiuta a normalizzare la tua esperienza.
Ogni incontro è come una lezione di vita, dove impari dagli errori e dai successi degli altri.
La condivisione regolare riduce lo stress e migliora l'umore, come una vera e propria palestra per il benessere emotivo.
  1. Fai un giro su piattaforme di incontri o cerca tra i gruppi sui social media nella tua zona
  2. Chiedi un consiglio al tuo medico di base o a un operatore sanitario di fiducia
  3. Partecipa a un primo incontro 'in incognito', magari con la telecamera spenta le prime volte
  4. Prendi appunti durante l'incontro, come se stessi creando la tua personale guida di sopravvivenza
  5. Non avere fretta di parlare: l'ascolto attivo è già un primo passo importante
  6. Sii gentile con te stesso: non devi per forza condividere tutto subito
  7. Ripeti come un mantra: 'Non sono solo in questo viaggio'
  • Dispositivo con connessione internet stabile (per incontri online)
  • Uno spazio tranquillo, magari il tuo angolo preferito di casa
  • Un quaderno e una penna per appunti
  • Una bottiglia d'acqua a portata di mano
  • Cuffie con microfono per una migliore privacy
  • Un po' di coraggio per il primo passo (il più difficile!)
  • Voglia di mettersi in gioco e ascoltare

I gruppi di supporto non sostituiscono il parere di professionisti. In caso di emergenza, contatta il numero unico di emergenza 112 o il Telefono Amico 199 284 284. La riservatezza è fondamentale: ciò che viene condiviso nel gruppo rimane nel gruppo.

Certo! Puoi semplicemente ascoltare finché non ti senti pronto. Nel mio gruppo c'è chi ha aspettato tre incontri prima di dire la sua prima parola.
La maggior parte sono gratuiti o chiedono un piccolo contributo volontario per le spese organizzative.
Cerca gruppi raccomandati da strutture sanitarie o associazioni riconosciute, e verifica che abbiano un regolamento chiaro e un moderatore formato.
La riservatezza è sacra. Nel mio gruppo abbiamo un patto: fuori dall'incontro è come se non ci conoscessimo, a meno di esplicito accordo.
Di solito un'ora e mezza, con una pausa caffè virtuale a metà. Il tempo vola quando ci si sente capiti!
Assolutamente sì! Io lo faccio e il mio terapeuta è contento che abbia trovato questo ulteriore sostegno tra pari.
Ogni gruppo ha un piano di emergenza. Di solito il moderatore sa come gestire la situazione e, se necessario, indirizzare verso un supporto professionale.
Dipende dal gruppo. Alcuni sono aperti a tutti, altri sono riservati a chi condivide determinate esperienze. Meglio chiedere prima agli organizzatori.
Prova almeno tre incontri prima di decidere. Il primo è sempre il più difficile, come il primo giorno di scuola!
Alcuni gruppi sono a ciclo continuo, altri hanno un numero chiuso di incontri. Di solito si va dalle 8 alle 12 sessioni.
Le lacrime sono benvenute! Nel mio gruppo le consideriamo segno di coraggio, non di debolezza.
Anche un semplice 'grazie per aver condiviso' può fare la differenza per qualcuno. L'importante è esserci, nel modo che ti è più congeniale.

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