Guida

Gruppi per la condivisione emotiva - Trova sostegno e comprensione

Uno spazio protetto per esprimere liberamente ciò che senti, ricevere ascolto attivo e confrontarti con chi vive esperienze simili. Un'opportunità per coltivare il benessere emotivo attraverso la connessione autentica con gli altri.

Pubblicato il Ultimo aggiornamento il

Introduzione Visiva

Un gruppo di persone sedute su un ponte di legno
Photo by Nik Schmidt on Unsplash
tre donne sedute vicine tra loro vicino a dei fiori
mano sinistra di una persona su un tessuto viola
foto dall'alto di un uomo e una donna che si tengono per mano
donna in camicia a maniche lunghe arancione che tiene la mano a un'altra donna
persona che dona un anello a un'altra mano di giorno
schizzo in bianco e nero di un uomo
Tre donne che ridono e chiacchierano a un tavolo.
un gruppo di forchette disposte in cerchio
Photo by Michaela St on Unsplash
Due uomini seduti su una roccia che guardano l'oceano
uomo in maglietta bianca che tiene per mano un bambino
gruppo di persone sedute su una panchina di fronte a uno specchio d'acqua calmo
Amici che si abbracciano calorosamente.
Photo by Odile on Unsplash
un gruppo di persone con le mani unite
Una coppia che si tiene per mano
Quattro amici che fanno un picnic al parco
un gruppo di persone in piedi a formare un cerchio
Photo by sayan Nath on Unsplash
quattro persone con le braccia intorno alle spalle mentre guardano il tramonto
un gruppo di donne sedute su un campo di terra
Photo by Thái An on Unsplash
silhouette di 3 uomini in piedi sulla riva del mare al tramonto
Photo by Tep Dara on Unsplash

Aspettativa

Non avevo mai avuto il coraggio di parlare apertamente delle mie emozioni. Quando ho saputo di un gruppo di condivisione, ho passato settimane a rimuginare. La sera prima, mentre mi preparavo, le mani mi tremavano. Mio marito mi ha incoraggiato, ma il cuore mi batteva all'impazzata mentre mi avvicinavo al luogo dell'incontro.

Immersione

Appena varcata la porta della piccola sala con le sedie disposte in cerchio, sono stata avvolta da un calore inaspettato. L'odore di tè alla menta si mescolava al leggero profumo di legno dei mobili antichi. Quando è arrivato il mio turno, ho sentito la gola chiudersi. Ma poi ho incrociato lo sguardo di una signora più anziana che mi sorrideva con dolcezza, e le parole sono uscite da sole, come un fiume in piena. Mentre ascoltavo le storie degli altri - un ragazzo che parlava della sua ansia al lavoro, una mamma che si sentiva sopraffatta - mi sono sentita stranamente a casa. Il suono della pioggia che batteva sui vetri sembrava accompagnare le nostre confessioni.

Riflessione

Uscita dal centro, mentre camminavo sotto i portici illuminati, ho notato di aver ritrovato il sorriso. Non avevo risolto magicamente i miei problemi, ma per la prima volta non mi sentivo più sola ad affrontarli. Con il tempo, il gruppo è diventato il mio appuntamento fisso del mercoledì sera. Con alcune persone del gruppo ci vediamo anche fuori, per un caffè in piazza o una passeggiata al parco. Ho imparato che condividere le proprie fragilità non è segno di debolezza, ma un atto di coraggio che ci avvicina agli altri. E quando vedo qualcuno nuovo entrare nella stanza con lo stesso sguardo spaventato che avevo io, gli sorrisi per farlo sentire il benvenuto e a suo agio.

La ricerca scientifica dimostra che la condivisione emotiva può ridurre significativamente i livelli di stress, migliorando la qualità del sonno e il benessere generale.
Ascoltare storie diverse dalla propria allena la capacità di mettersi nei panni degli altri, migliorando tutte le relazioni personali e professionali.
Riflettere sulle proprie emozioni con regolarità aiuta a riconoscere schemi ricorrenti e a gestire meglio le situazioni difficili.
Creare connessioni autentiche fornisce un'ancora di salvezza nei momenti di difficoltà, riducendo il senso di isolamento.
Praticare la consapevolezza emotiva migliora la capacità di gestire le proprie emozioni e di relazionarsi con quelle degli altri.
Essere ascoltati e accettati per quello che si è rafforza la fiducia in se stessi e il senso di autoefficacia.
Avere uno spazio dedicato alla condivisione aiuta a prevenire l'accumulo di stress e tensioni emotive, soprattutto per chi si prende cura degli altri.
  1. Cerca nella tua zona o online gruppi di condivisione emotiva. Puoi chiedere al tuo medico di base, in biblioteca o nei centri sociali.
  2. Scegli un gruppo che faccia al caso tuo: alcuni sono generali, altri si concentrano su tematiche specifiche come genitorialità, lavoro o lutto.
  3. Contatta gli organizzatori per avere informazioni sul funzionamento e sulle regole del gruppo.
  4. Partecipa a un primo incontro di prova, senza pressioni. Ricorda che puoi anche solo ascoltare.
  5. Prenditi il tempo necessario per ambientarti. La fiducia si costruisce con il tempo.
  6. Sii costante: i benefici maggiori si vedono con la partecipazione regolare.
  7. Tra un incontro e l'altro, prova a tenere un diario delle tue emozioni.
  • Apertura mentale e rispetto
  • Ascolto attivo
  • Tempo da dedicare agli incontri
  • Un taccuino per appunti (facoltativo)
  • Per incontri online: dispositivo con connessione internet
  • Età minima 18 anni (per i minorenni sono previsti percorsi specifici)
  • Disponibilità a rispettare le regole del gruppo e i turni di parola

Questi gruppi non sostituiscono la terapia professionale. In caso di gravi difficoltà emotive, si consiglia di rivolgersi a uno specialista. Il rispetto della privacy e la riservatezza sono fondamentali: ciò che viene condiviso nel gruppo rimane nel gruppo. I gruppi sono accessibili a persone con disabilità motoria (su prenotazione).

Assolutamente no! Puoi limitarti ad ascoltare finché non ti senti pronto a condividere. Il rispetto dei tempi di ognuno è fondamentale.
È assolutamente normale e accettato. Le lacrime sono un'espressione naturale delle emozioni e nel gruppo troverai solo comprensione, mai giudizio.
Generalmente tra le 90 e le 120 minuti, con una pausa a metà. Ogni partecipante ha a disposizione un tempo equo per condividere.
Certo! Molti partecipanti inizialmente sono timidi. Il bello di questi gruppi è che aiutano proprio a superare le insicurezze relazionali in un contesto protetto.
Sì, c'è sempre un facilitatore formato che guida l'incontro, assicurando che ciascuno abbia il proprio spazio e che vengano rispettate le regole del gruppo.
I gruppi variano tra le 6 e le 12 persone, per garantire a tutti la possibilità di esprimersi e di essere ascoltati.
Dipende dal gruppo. Alcuni sono gratuiti, altri richiedono un piccolo contributo per coprire le spese organizzative. L'importo è sempre chiaramente indicato in anticipo.
Certo, la partecipazione è sempre volontaria. Se decidi di lasciare il gruppo, ti chiediamo solo di comunicarcelo per motivi organizzativi.
No, l'importante è che tu ti senta a tuo agio. La maggior parte dei partecipanti indossa abiti informali.
Per garantire la massima libertà di espressione a tutti, è meglio che ciascuno partecipi individualmente. Se conosci qualcuno interessato, può iscriversi separatamente.
La privacy è fondamentale. Se incontri qualcuno fuori dal contesto del gruppo, aspetta che sia lui/lei a farti cenno di riconoscerti, e mantieni la riservatezza su quanto condiviso durante gli incontri.
Per rispetto verso gli altri partecipanti e per massimizzare la qualità dell'ascolto, è richiesto di tenere i telefoni spenti o in modalità aereo durante l'incontro.

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